I cappotti di Marina Rinaldi conquistano Mantova

Marina Rinaldi Mantova

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Cappotto: un capo essenziale nel guardaroba di ogni donna. Nato per rispondere all’esigenza primaria dell’uomo di scaldarsi, con gli anni si è trasformato in un vero e proprio mito. Se nell’Ottocento era una prerogativa dei ricchi, e agli inizi del Novecento lo indossavano solo gli uomini, a partire dagli anni cinquanta ha iniziato a comparire negli armadi di tutte le signore.
Cappotto che è diventato un simbolo anche grazie al cinema: basti pensare ai film di Cary Grant, ma soprattutto alle grandi dive. Chi non ricorda lo straordinario modello sfoggiato da Audrey Hepburn in “Sabrina”? O, più recentemente, chi non ha invidiato Miranda Priestly, la spietata direttrice della rivista di moda “Runaway”, che ogni mattina lanciava sulla scrivania della povera assistente Andrea un cappotto diverso? Cappotto quindi, anche come simbolo di una rivoluzione nell’universo femminile: dalla rassicurante immagine di Sabrina negli anni cinquanta, alla donna manager aggressiva e ambiziosa a partire dagli anni ottanta.
Marina Rinaldi ha voluto celebrare questo capo, che è un’icona dell’azienda, con un evento che si è svolto nella suggestiva cornice del punto vendita di Mantova, in concomitanza con uno degli appuntamenti più prestigiosi per la città, il Festival Letteratura.

Marina Rinaldi Mantova

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Le clienti del negozio di Corso Umberto, che hanno accolto l’invito con grande entusiasmo, hanno assistito ad una sfilata di presentazione della nuova collezione di cappotti autunno/inverno, preceduta da una “lezione di stile”. Ospiti dell’evento infatti, sono state la Dottoressa Gloria Bianchino, direttrice del Centro Studi e Archivio Comunicazione dell’università di Parma, che si occupa dell’archiviazione e dello studio di disegni di moda, e la dottoressa Francesca Zaltieri, anche lei appassionata e studiosa di moda.
Due splendide modelle hanno sfilato indossando i modelli di punta della nuova stagione creati per soddisfare ogni esigenza: possiamo trovare infatti il grintoso cappotto rosso, un evergreen come il cammello, il doppiopetto grigio scuro ideale in ogni occasione, il regale mantello in alpaca con dettagli in volpe, il coat con check in lana e cachemire. Capi studiati apposta per esaltare la femminilità e l’eleganza, ma anche la praticità e la comodità, creata con materiali caldi ed avvolgenti che scivolano sulle forme.
La dottoressa Bianchino ha citato Coco Chanel per ricordare come la moda sia anche lo specchio dell’evoluzione e dell’emancipazione femminile, proprio a partire dal cappotto: “Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire”. Un ideale di donna indipendente che rispecchia perfettamente la filosofia di Marina Rinaldi, che quando crea i suoi capi lo fa pensando proprio alle donne al naturale, vere, con lo scopo di farle sentire sempre belle e a loro agio.

Marina Rinaldi Mantova

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set.12, 2012 News, Sfilata

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