Curvy. Il lato glamour delle rotondità

La copertina di Curvy

La copertina di Curvy

Il glamour ruota intorno alle poche proprietarie di un metabolismo iperattivo negato a chi magro non è. Bene, la festa è finita. Dopo anni di dittatura estetica le donne gamberetto, grissino, sogliola o stecchino devono arrendersi e dividere democraticamente il trono dello stile con le donne curvy [...] una morbida e seducente realtà.

Ora, che le curve fossero sexy non avevamo certo bisogno di leggerlo nella prefazione di un libro.  Ma se a decretare che le curve sono tornate di moda (con l’intenzione di restarci) sono due autorevoli firme della moda italiana, belle, brillanti e rigorosamente morbide, come non crederci?

Questo, e molto altro, Daniela Fedi e Lucia Serlenga lo hanno scritto in “Curvy. Il lato Glamour delle Rotondità”, un libro a quattro mani che prende in esame il lato glamour delle curve, svela segreti, astuzie e indirizzi, racconta aneddoti e storie di vita vissuta mantenendo sempre quel pizzico di sana ironia che alleggerisce il peso in curva.

Un libro che nasce su proposta della loro agente americana, Vikie Satlov, curvy anche lei, e che prende forma nel giro di poche ore, nonostante il periodo di lavoro intensissimo, come ci svela Daniela Fedi. E d’altra parte, di cose da dire, ce ne sono tante.

Daniela Fedi e Lucia Serlenga

Daniela Fedi e Lucia Serlenga

Ad esempio, che “solo il cinque per cento delle donne rispecchia senza sforzo i canoni imposti dalla moda. Si calcola che le modelle siano il 9 per cento più magre e il 16 per cento più alte del normale. La conclusione è che tra la donna reale e quella ideale c’è un abisso” dice Daniela, dati alla mano. “Non bisogna dimenticare che la rotondità è  un segno dell’evoluzione genetica. La famosa size zero ha senso solo in TV, dove le figure appaiono dilatate. Ma nel futuro, con la visione anamorfica, questo problema non ci sarà più. Il futuro, perciò, è delle curvy”.

Uno sguardo obiettivo alla realtà , dunque, rimasta per troppo tempo lontana dalle passerelle. Ma anche una raccolta di consigli per evidenziare al massimo il lato glamour delle proprie rotondità. “No al minimalismo” sentenzia senza possibilità di appello Daniela Fedi “si al tacco, che regala un kg in meno per ogni centimetro, al tubino e ai vestiti dal taglio a bretella. E poi grande attenzione alla biancheria, per cui ho da sempre una predilezione”.

“Non è facile vestire una donna morbida” aggiunge. Marina Rinaldi, ad esempio, si occupa della moda con glamour. Trovo che sulla vestibilità degli abiti faccia un bellissimo lavoro”.

Volete saperne di più? Allora non perdete l’appuntamento per venerdì 10 giugno, ore 18.00, presso i Chiostri di San Barnaba a Milano, dove Daniela e Lucia presenteranno il loro libro tagliente, ironico, veritiero. E di cui – ammettiamolo – si sentiva il bisogno.

giu.10, 2011 Eventi, News

2 Comments for this entry

  • catia

    buongiorno
    leggendo il libro una cosa che mi ha colpito è stato il commento di Armani sulle tette delle donne che rovinerebbero la linea delle giacche. Questo sottintende che lui non ama vestire le donne per quello che sono, solo creare vestiti da appendere a una gruccia. E mi sono chiesta anche perchè noi donne abbiamo delegato le decisioni in materia di estetica femminile agli stilisti che sono quasi tutti gay. Ora, io non ho niente contro i gay in sè, ma è evidente che a loro piacciono gli uomini e non le donne e quindi mi sembra inevitabile che non apprezzino le curve, non dico le mie, che sono in sovrappeso, ma nemmeno quelle naturali e normali in una donna di taglia normale.
    Cordiali saluti
    Catia

  • divadellecurve

    Catia, e invece dovresti dire anche le tue, perché essere in sovrappeso non dovrebbe automaticamente esonerare dai piaceri della vita, come quello di comprare un bel vestito, guardarsi allo specchio compiaciute e sentirsi bene con se stesse in qualunque forma e situazione siamo. Perché punirsi? Dici bene, vestire una plus size o una curvy non è facile, ci vuole maestria, uno stilista guarda solo il vestito, noi vogliamo comprare vestiti che vestano noi donne e persone!

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