Archive for luglio, 2010
Autumn…in Jeans!
Non ha sempre avuto la personalità affascinante che vanta oggi e neppure le origini nobili di chi é passato tra i broccati delle grandi sartorie. Ma anche la moda ha le sue favole di cenerentole che diventano principesse.
Ed ecco che il jeans, umile workwear dei minatori americani e dei marinai italiani nella seconda meta’ dell’Ottocento, dopo aver adornato le gambe dei cowboys del Wild West e simboleggiato la teenage revolution degli anni ‘50 (James Dean, vi dice qualcosa?), é entrato di diritto nell’empireo del fashion fino a diventare un feticcio irrinunciabile per qualsiasi guardaroba.
Se ancora ne foste sprovviste, é dunque tempo di rimediare. Perché se il jeans é stato tra i must have dell’estate 2010, l’inverno non sarà da meno. Multitasking e confortevole, nella nuova stagione si limiterà ad abbandonare i toni indaco per lasciare posto alle tonalità più scure e a quelle più fredde di grigi e neri, ma carattere, modestia, sex appeal e semplicità’ continueranno a renderlo il passpartout per ogni occasione.
Se la moda sembra aver rinunciato ad imporre modelli di riferimento, l’unico vero must nella scelta é che il jeans ci faccia star bene e ci regali quel senso di libertà che é proprio del suo animo.
Via libera ai bootcut, leggermente più ampi al fondo (per permettere, in origine, di essere indossati sullo stivale) che equilibrano le dimensioni dei fianchi e regalano una figura armoniosa. Oppure agli straight legs dalle linee sofisticate ed eleganti e ai modelli più avvolgenti, leggermente skinny ed elasticizzati, perfetti soprattutto se abbinati a camicie ampie e morbidi cardigans.
Se volete il massimo del comfort, puntate invece sulle linee ampie e rilassate del boyfriend fit, di ispirazione maschile ma dall’allure sorprendentemente femminile, da indossare con generosi risvolti alla caviglia e giacche ampie. Senza dimenticare, poi, che esiste un matrimonio perfetto che dura da anni, tra jeans e camicia bianca: una scelta veloce, chic e low profile, che con qualche centimetro di tacco si adatta bene alle situazioni più formali.
Come ogni capo cult che si rispetti – alla stregua del little black dress e delle white shirts – l’adorato capo in denim non manca mai neppure dalle collezioni Marina Rinaldi che nella prossima stagione lo renderà addirittura protagonista, declinato non solo in infinite varianti tra cui sarà difficile scegliere, ma anche di un’evento nel flagship store milanese durante la Vogue-Fashion’s Night Out. We’ll keep you posted!
Marina Rinaldi e Tatjana Patitz:
una storia di stile
Le migliori idee nascono dalle grandi intuizioni.
Tre stagioni fa Marina Rinaldi decise di trovare una testimonial speciale che non fosse solo un volto, ma che abbracciasse realmente nella sua vita di tutti i giorni quelli che sono i valori del brand di raffinatezza e praticità.
La scelta é stata immediata, per una delle regine delle passerelle: la bellissima top model Tatjana Patitz oggi più splendida e affascinante che mai. Biondissima, dal volto luminoso, con i suoi tratti sofisticati e la sua eleganza innata, Tatjana Patitz è la perfetta testimonial di un brand che crede in un lifestyle naturale.
Una scelta stilistica e di vita pienamente condivisa dalla stessa Tatjana che, dopo esser stata la musa dai più importanti fotografi del mondo e aver conquistato centinaia di copertine sulle più prestigiose riviste di moda internazionali, ha scelto di vivere completamente immersa nella natura con il figlio e i suoi adorati cavalli nel ranch di famiglia a Malibù.
Brand e testimonial: un unione che da Marina Rinaldi va oltre la campagna pubblicitaria. È questo il segreto del successo di una collaborazione d’immagine che non ha pari e che, dopo il grande successo delle passate stagioni, proseguirà anche nel prossimo autunno-inverno.
Avete visto il video di backstage della campagna pubblicato sul sito ?
Tatjana Patitz, che tempo fa sulle pagine di Vanity Fair ha definito Marina Rinaldi “una marca per donne vere” indossa spesso le creazioni di questo brand perché le trova non solo glam, ma anche pratiche, fashion e adatte al suo stile di vita dinamico e sportivo.
Il MACRO di Roma secondo Odile Decq
In quest’estate soleggiata, tra le innumerevoli terrazze che osservano Roma dall’alto ce n’e’ una che si apre tra i tetti del quartiere Trieste, a due passi da Villa Torlonia e dagli edifici istoriati di Coppede’, salda sul corpo della vecchia fabbrica Peroni. Ha i piani sfalsati, neri e lucidi, che costringono chi cammina a correggere il passo.
Al centro, una fontana di vetro e’ pronta ad accogliere un velo d’acqua mentre tutt’ intorno un susseguirsi di pannelli e tettoie di plexiglass interrompono in modo netto il contorno di palazzi baroccheggianti e case popolari. Sembra Parigi, ma e’ un angolo della Capitale. All’interno del quale e’ rinchiuso il MACRO, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma, che ci e’ stato mostrato per qualche giorno in anteprima in attesa dell’opening ufficiale, prevista in autunno.
L’architetto che ne ha curato l’ampliamento, Odile Decq – lei si’, francese – lo ha pensato come un intreccio di rampe e scalinate, che inizia all’interno del cortile del vecchio edificio e si snoda tra i vari piani fino a ricongiungersi in uno spazio comune, una sorta di piazza, accessibile anche senza passare dal museo, in cui sostare, transitare, godere degli scorci che regala il quartiere. Uno spazio in movimento, nella forma e negli intenti, che vuole evocare le sensazioni di una passeggiata nel centro storico di Roma e essere al tempo stesso un laboratorio creativo.
Ogni tentativo di paragonarlo al MAXXI, esercizio (nel bene e nel male) in cui in molti si sono dilettati vista la loro nascita ravvicinata, e’ pero’ privo di significato. Se non per il fatto che entrambi sono stati firmati da due donne, diversissime per stile e cultura, ma entrambe caparbie, geniali e capaci, a cui e’ stato affidato il difficile compito di portare a Roma l’Arte Contemporanea. E adesso (o meglio, dal prossimo autunno) bastera’ salire su una terrazza per averne un assaggio.
Dove e quando? MACRO, via Reggio Emilia 54, Roma. Apertura: Martedi’- Domenica h 9-19.
The New-Jersey
Duttile e accomodante, sottilissimo o pesante, elegante ma riservato.
Alzi la mano chi non ne possiede almeno un esemplare nel guardaroba. Ad oggi, il jersey ha preso strade differenti: l’abbiamo visto prender forma di sinuosi abiti da sera (non ultima la meravigliosa tuta firmata Marina Rinaldi), diventare un fedele alleato del nostro tempo libero, regalarci il comfort di una maglieria intima quasi impalpabile. Mai un cedimento, al massimo una scossa, ed eccolo, impeccabile, tornare al suo posto. Le sue origini non nobili di pesante tessuto in maglia, morbido e naturalmente elastico, usato dai pescatori dell’isola inglese di Jersey, non gli hanno hanno forse consentito di veder riconosciute da subito le sue doti. Ma col tempo anche la moda ha imparato ad amarne la versatilità e a ricercarne soluzioni sempre più raffinate mischiando fili di cotone, lana, viscosa ed elastam. Fino a farne una stoffa irrinunciabile, da chi lo indossa e dagli stilisti, sempre pronti a declinarlo nelle loro collezioni.
Marina Rinaldi ormai lo propone in infinite varianti, dalle tute in jersey di ciniglia, icone dell’eleganza comoda, da indossare con fresche t-shirt (anche queste, rigorosamente in jersey), ad abiti ultrachic e bon ton da indossare tutto il giorno e in tutte le occasioni, che scivolano sul corpo ridisegnando la silhouette. Se poi siete in partenza per le vacanze (beate voi!), è sicuramente il tessuto strategico su cui puntare: leggero, traspirante, assorbente, si sgualcisce poco (o nulla) e ritorna intatto con altrettanta facilità. Perfetto dentro e fuori la valigia, questo è il momento migliore per farne incetta. E avrete un compagno insostituibile per tutta l’estate.
Praticità e glamour: l’estate segna il grande ritorno delle zeppe!
Dalle passerelle delle grandi griffe alle vetrine delle nostre città, non si può non notare quanto le zeppe siano tornate di gran moda quest’estate. Anche se in fondo non hanno mai davvero abbandonato il guardaroba femminile sin dagli anni Quaranta.
Oltre che comode e confortevoli, grazie alla loro linea ergonomica e strutturata, le zeppe sono un accessorio capace di dare quel tocco in più al nostro look, arricchendo qualsiasi outfit grazie al loro appeal grintoso e spensierato.
I centimetri in più di altezza che regalano aiutano a slanciare la nostra silhouette e non solo aiutano a far sembrare più sottili le caviglie, ma sono davvero le calzature più adatte ad affrontare l’estate perché sono la vera alternativa casual al classico tacco alto.
Le zeppe abbinano funzionalità, glam e altezza e per quest’estate le potete trovare in tanti modelli diversi, tutti molto confortevoli e dal design inconfondibile, come quelle proposte da Marina Rinaldi in colori e materiali naturali e neutri come il morbido camoscio, vitello stampa cocco e la nappa. E in tanti diversi modelli, da quelli più sporty chic, a quelli peep toe fino a quelli più glam con tanto di tacco in sughero dall’allure Seventy.
D’estate sono perfette all day long, soprattutto il giorno sotto dei comodi jeans o una gonna longuette stile anni Quaranta, proprio gli anni del boom delle zeppe. O per un perfetto look navy style, sotto comodi shorts e pinocchietti in cotone stretch.
La sera sono perfette per occasioni casual con gonne e abiti svasati, dalla linea fluida, per un look disimpegnato, ma sempre estremamente femminile.
O sotto un outfit easy chic come un bel jeans e un top effetto sparkling.
Molto glam e up to date!







