Glamour dice addio alle taglie:
da oggi si parla di bellezza

Glamour USA - tre modelle di Marina Rinaldi ritratte nella foto

Glamour USA - tre modelle di Marina Rinaldi ritratte nella foto. Da sinistra: Crystal Renn, Amy Lemons, Ashley Graham, Kate Dillon, Anansa Sims and Jennie Runk. Al centro: Lizzie Miller.

Che cos’hanno in comune le modelle Kate Dillon, Crystal Renn e Lizzie Miller?
Bè, innazitutto, che sono donne bellissime: forme morbide, visi incantevoli, sono il ritratto della femminilità. Poi – lo diciamo con un pizzico di orgoglio – che hanno collaborato o collaborano per Marina Rinaldi.
In ultimo, che sono  protagoniste, insieme ad altre quattro splendide modelle curvilinee, di uno scatto mozzafiato con cui Glamour (Usa) dice addio, in modo definitivo, a chiere di modelle size 0 lontane anni luce dalla realtà che ci circonda.

Tutto è iniziato  con lo scatto di Lizzie Miller comparso sul numero di settembre (ricordate? Ve ne abbiamo parlato qui qualche tempo fa e  la fibrillazione per il servizio che le dedicheremo nel prossimo MR Characters cresce di giorno in giorno): nel giro di poche ore quell’immagine ha fatto il giro del mondo occupando le pagine di web e giornali e suscitando fiumi di commenti, perlopiù entusiasti, di lettori conquistati da quella donna dal sorriso travolgente, sexy e disinvolta nel mostrare le sue forme generose. E tutti, in ogni caso, concordi nell’ammettere che il modello di donna che Lizzie rappresenta è molto più vicino alla realtà di tutti quelli che affollano continuamente le pagine dei giornali.

Da qui, la call to action dei lettori a fare qualcosa e la risposta di Glamour USA che rilancia: d’ora in poi i servizi fotografici includeranno tutti i tipi di corpi (e di razze); verranno celebrate le imperfezioni che rendono una tipologia di bellezza unica; verrà dato supporto agli stilisti capaci di disegnare abiti  che vestono con eleganza le forme e in grado di essere indossati da ogni tipologia di modella.
Un cambiamento che ha già il sapore della rivoluzione. Ma soprattutto, un tentativo di lasciar stare le taglie e incominciare a parlare veramente di bellezza.

Che poi non è esattamente ciò che noi, da tempi non sospetti, facciamo già?

nov.05, 2009 News

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